Carmelo Lombardo / Profilo


CARMELO LOMBARDO

Carmelo Lombardo

Carmelo Lombardo è siciliano per famiglia e per nascita, ma si è formato nell’ambiente artistico toscano, e più precisamente aretino.
Apprese i primi rudimenti della pittura nel contatto con il padre Giuseppe, pittore dilettante ma di notevoli capacità poetiche.


Nell’ambiente aretino, che negli anni ’60 era artisticamente vivace, fu accolto ancora adolescente nel gruppo dei pittori locali, affermandosi ben presto per serietà di lavoro e originalità di visione.
Superati rapidamente gli schemi culturali e compositivi di provincia, maturò concetti ed esperienze che lo portarono ad essere accolto nel gruppo di artisti francesi che a Parigi avevano affrontato criticamente il problema della figurazione.


Divenne così l’esponente italiano del movimento di “Figuration critique” fondato da Maurice Rapin e Mirabelle Dors, i quali affermavano la rivalutazione delle arti figurative fuori dalle tendenze astratte ed informali, ma con l’impiego della rappresentazione umana, intesa non come imitativa della natura, bensì nella totale libertà di utilizzazione delle forme naturali, al fine di un linguaggio fortemente personalizzato. Da questo principio derivò una forma rappresentativa decisamente affascinante, carica di sensi allegorici, la cui interpretazione veniva affidata all’osservatore. (Pierfrancesco Greci)

 

 

ARTE

L’arte pittorica di Carmelo Lombardo, artista di terra d’Arezzo dalle origini siciliane è prima di tutto estesa, sempre riconoscibile, ben definita, intensa.


Per una lettura più attenta diciamo subito che Carmelo Lombardo non è da iscriversi con certezza ad una qualsiasi corrente artistica contemporanea, anche perché uno dei suoi maggiori meriti è senza dubbio quello di sdoganare i sistemi e di dominare le mode.
Tuttavia se non fosse per la sontuosità dei colori, per le definizioni e le connotazioni da vetrate, potremmo per esempio, accostarne il plasticismo a quello vigoroso e sensuale di Tamara Lempicka.


Figurativa senza esitazioni, amante dell’aneddoto che inserisce nel quadro avvalendosi a volte di tecniche varie, questa pittura riferisce forme dettate dal mito e dal sogno attuandole in un clima allusivo e ultrareale. Testimonianza fedele dell’esperienza interiore, benché prenda le mosse dalla realtà del mondo visibile, si trasforma sulla tela in rapporti trasognati, dove luce e colore si fanno complici della tensione alla rivelazione.
(Fabrizia Fabbroni)

 

 

ANTOLOGIA CRITICA

Notizie bibliografiche sull’artista sono reperibili presso:
“L’archivio per l’arte italiana del novecento”
“Kunsthistorisches Institut in Florenz”

 

Si sono interessati alla sua arte e hanno scritto di lui:

E. Clerici Sella, Giuseppe Pinzuto, Antenore Campi, Elvio Natali, Franco Ruinetti, Tommaso Paloscia, Stella Rudolph, Dino Pasquali, Franco Cagnetta, Mario Novi, Nicola Miceli, Mirabelle Dors, Attilio Brilli, Eugenio Gianni, Fondazione Pagani, Gabriele La Porta, Andrea Andanti, Claude Dorval, Dino Carlesi, Dario Micacchi, Franca Nesi, Robert Estivals, Yak Rivais, François Leotard, Jean Yves Ramelli, François Liliane, M. de Micheli, Christa Baumgarth, Jane Toussaint, Lavre Nechtschein, Ivan Bruschi.

Articoli che lo riguardano sono apparsi nelle seguenti riviste e giornali:
Gazzettino Siciliano – Collezionista d’Arte – La Gazzetta di Ferrara – La Nazione – Corriere Aretino – L’Informatore Libraio – Il Tirreno – Eco d’Arte Moderna – Praxis – Repubblica – Eos – Il Mercante – Arte – L’Express (Paris) – Artension (Paris) – Nouveau Art Shop (Paris) – Beauxart (Paris)

 
* Carmelo Lombardo / carmelo@carmelolombardo.com / tutti diritti riservati / credits

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